Sulle membrane in architettura. TensiNet Symposium di Luigi Spinelli.

Dal 16 al 18 aprile il network europeo Tensinet, con il patrocinio del Politecnico di Milano, organizza un convegno sul tema: Ephemeral Architecture: Time and Textiles, con gli interventi di Robert Kronenburg, Massimo Majowiecki e Werner Sobek e altri. Due sessioni parallele sono rispettivamente dedicate a “Costruzione e Ambiente” e “Nuovi Materiali e Applicazioni”, oltre ad una mostra sulla ricerca in corso.

L’applicazione in architettura delle membrane ha aperto dagli anni ’40 possibilità nuove di tipo tecnologico, acquistando in leggerezza e in trasparenza, e formale, alla ricerca di una simbiosi con gli organismi esistenti in natura. La resistenza a tensione dei tessuti in strutture di concezione organica è stato il tema della ricerca di Frei Otto e dei suoi discepoli. La durabilità e la mobilità sono stati i temi portanti nelle proposte radicali della generazione di architetti anglosassoni che hanno respirato l’eredità di Buckminster Fuller, come gli Archigram e Cedric Price.

Per tre giornate, dal 16 al 18 aprile, progettisti, teorici e imprenditori del settore nell’ambito costruttivo delle membrane faranno il punto sul grado di innovazione raggiunto in termini tecnologici e formali. Interverranno tra gli altri Robert Kronenburg dell’University of Liverpool, curatore nel 1998 di uno storico numero di Architectural Design sul tema, Massimo Majowiecki dello IUAV, autore della copertura della Fiera di Roma, e Werner Sobek dell’ILEK di Stoccarda. I docenti ospitanti del Dipartimento B.E.S.T. del Politecnico di Milano sono Andrea Campioli, Anna Mangiarotti e Alessandra Zanelli.

Le due sessioni parallele, che si alterneranno in Aula Rogers e in aula IV, sono rispettivamente dedicate a Costruzione e Ambiente (Architetture effimere / Strutture leggere e architetture di luce / La progettazione delle tensostrutture / Il concetto di traslucenza e leggerezza dei materiali /Nuovi sviluppi e metodi di prova / Involucri tessili e loro prestazioni termiche / Imparare dagli errori / Analisi e studio della forma per le tensostrutture) e Nuovi Materiali e Applicazioni (Innovazione nei materiali tessili tralucenti e trasparenti / Tessili per strutture flessibili /Tessuti e analisi del ciclo di vita / Architetture temporanee e adattabili / Tessili, durabilità e strategie di riciclo).

Le iscrizioni al convegno sono aperte fino al 16 aprile sul sito internet http://www.tensinet2007.promoest.com

16-18 aprile 2007
TensiNet Symposium 2007
Ephemeral Architecture: Time and Textiles
Facoltà di Architettura e società del Politecnico di Milano
via Ampere, aula Rogers, aula IV
ephemeral.architecture@polimi.it
T +39.02.2399.5135 http://www.tensinet2007.promoest.com

Misurazioni di moti, carichi e deformazioni di unità da diporto in vetroresina

L’esecuzione di un’estesa campagna di misure sperimentali che comprenda il rilievo dei moti, delle pressioni sulla carena e delle deformazioni della struttura non è un evento usuale, tanto più se ci si riferisce ad un’unità da diporto di limitate dimensioni.
In effetti, la produzione di queste imbarcazioni in larga serie da parte di alcuni cantieri giustifica ampiamente l’esecuzione di prove sperimentali tese ad ottimizzare il progetto e la costruzione; da un lato poiché il costo può essere ripartito su un numero elevato di unità, ma soprattutto perché i miglioramenti che si prevede di ottenere potrebbero consentire notevoli riduzioni dei costi di costruzione, ad esempio eliminando uno strato nella laminazione o semplificando lo schema strutturale. Spesso, infatti, la mera applicazione di normative e codici di calcolo, necessariamente semplificati per poter essere agevolmente applicati a diverse tipologie di imbarcazioni, non permette di ottenere un progetto che riesca a minimizzare i costi, ovviamente senza derogare alle inviolabili esigenze della sicurezza.

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Serie sistematiche di prove alla vasca per carene con configurazione a catamarano

In questo articolo vengono presentati i risultati sperimentali di una ricerca relativa allo studio della resistenza al moto di vari tipi di carene aventi configurazione a catamarano, svolta presso il Dipartimento di Ingegneria Navale e Tecnologie Marine dell’Università di Genova.
Lo studio riguarda due differenti geometrie di carena, ciascuna provata per tre diversi dislocamenti e tre diverse configurazioni (queste ultime differenti in termini di distanza tra i due scafi).
La prima geometria di carena presenta le caratteristiche del classico scafo tondo, la seconda ha sezioni a spigolo e superfici a bassa curvatura parzialmente sviluppabili. Entrambe le serie hanno scafi simmetrici, poppa a specchio e sono prive di bulbo prodiero. Specifiche prove hanno inoltre riguardato ogni scafo, preso singolarmente, al fine di investigare gli effetti dovuti all’interferenza ondosa nella configurazione a doppio scafo detta appunto catamarano.

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